McDonald’s licenzia l’amministratore delegato: relazione con una dipendente

McDonald's

La nota catena McDonald’s ha licenziato il proprio CEO, ma quali sono i motivi? ecco spiegato il tutto.

Il dibattito:

Nelle scorse ore sarebbe scaturito un dibattito che ha visto il licenziamento di Steve Easterbrook, amministratore delegato dell’azienda da marzo del 2015.

Easterbrook avrebbe avuto una relazione con una dipendente del noto marchio americano.

Molto spesso abbiamo sentito questa notizia, amministratore delegato e dipendente, sembrerebbe una commedia romantica, ma in realtà si tratterebbe di un incubo per l’amministratore delegato, licenziato in tronco.

L’indagine:

Tutto sarebbe venuto a galla dopo un’indagine interna che avrebbe fatto scoprire la relazione sentimentale tra il Ceo McDonald’s, inglese, 52 anni, divorziato con tre figli.

Il rapporto tra i due sarebbe stato consensuale ma avrebbe violato ugualmente il regolamento etico della catena di ristorazione.

Il CEO è stato quindi immediatamente licenziato, al suo posto arriva Chris Kemczinski, fino ad oggi Presidente del McDonald’s USA.

La scoperta è arrivata in un momento critico per l’azienda che ha avuto negli ultimi tempi un calo di vendite ed un calo della clientela.

Il lavoro di Easterbrook:

Un lavoro sicuramente efficiente quello dell’amministratore delegato, chiuso però nel peggiore dei modi.

Era stato apprezzato dall’azienda proprio per aver fatto raddoppiare le azioni, salite a +96% soltanto dopo 10 mesi dalla sua assunzione.

Un tempo record per un’azienda che in netto calo.

Noto anche per il restyling tecnologico, tecnologia che ha fatto avvicinare tanti giovani al marchio, grazie anche alla possibilità di ordinare il proprio pasto direttamente da casa dal proprio smartphone, comodità soprattutto per il tempo che ormai diventa sempre di meno.

Whatsapp: uno spyware che mette in pericolo molti profili – Ecco come difendersi

Non sono poche le notizie che accompagnano nuove informazioni su possibili spyware, soprattutto quando si parla di social network, da qualche giorno ha fatto il giro del web una notizia che riguarda in particolar modo Whatsapp, il sistema di messaggistica istantaneo, ormai presente sul telefono di milioni di utenti, il primo sistema di messaggistica in assoluto dal punto di vista dei messaggi di testo, delle note vocali e delle chiamate e videochiamate.

Pare che, l’icona in verde sia stata attaccata da uno spyware, che si trasmetteva da cellulare a cellulare, bastava una chiamata infatti per poterlo trasmettere ad un altro utente e quindi essere spiati.

Ma esiste un metodo per ridurre il rischio di essere spiati?

Ovviamente la risposta è sì e la soluzione è davvero molto semplice, anzitutto sarebbe utile aggiornare sempre la piattaforma, infatti, ogni aggiornamento porta degli aggiornamenti importanti per quanto riguarda la privacy e la sicurezza.

Poi, se ci teniamo davvero tanto alla privacy e abbiamo paura di essere spiati, potremo attivare la verifica in due passaggi, che si attiva passando dalle impostazioni della chat, ovviamente per un motivo di sicurezza e di privacy, dovreste eliminare tutti quei contatti che non conoscete e abbandonare tutti quei gruppi nei quali siete entrati senza conoscere i componenti.

Autobus in fiamme a Milano: la ricostruzione di cosa è successo in quei minuti di terrore

Cosa è successo esattamente in quei 50 minuti di terrore  che ieri si sono vissuti a Milano, in una giornata come tante, che procedeva normalmente, fino a quando il folle gesto dell’autista di un autobus milanese, ha scatenato il terrore negli occhi di tutti, passeggeri e non, andiamo a vedere cosa sarebbe successo esattamente su quell’autobus.

50 minuti:

Sono da poco passate le 11 del mattino, quando su un autobus come tanti a Milano, si trovavano 51 ragazzi della scuola media Vailatti di Crema, a bordo c’era anche un professore, stavano tornando in classe dopo la lezione di educazione fisica.

Più avanti, al volante c’è Ousseynou Sy, fa questo mestiere da 15 anni e tanti anni ha percorso questa breve tratta di strada.

Ad un certo punto però, Sy devia e sequestra l’autobus con a bordo i 51 ragazzi, dicendo di essere diretto all’aeroporto di Linate, e minacciando tutti coloro che sono presenti sull’autobus.

Ordina al professore presente sull’autobus di legare tutti i ragazzi, minacciandoli con un coltello, nel mentre cosparge il mezzo di trasporto di benzina, sequestra tutti i cellulari ai ragazzi e alla bidella, presenti sull’autobus .

Uno di loro però, riesce ad acciuffarne uno e a dare l’allarme chiamando i genitori e le forze dell’ordine, che arrivano sul posto subito.

L’autista dell’autobus però accende il mezzo e cerca di speronare le auto di soccorso, ma ne trova altre 3 che lo bloccano e fermano la sua corsa, mettendo in salvo i 51 ragazzi, il professore e la bidella presenti sul mezzo.

Chi è Ousseynou Sy, l’autista dell’autobus?

E’ di origini senegalesi l’autista del folle gesto, ed ha 47 anni,  è in possesso della cittadinanza italiana dal 2004, vive in Italia da molti anni, era legato ad una donna italiana dalla quale si è separato, ha dei precedenti penali, ma nessuno di questi legati a questa tipologia di reati.

Ma quali sarebbero stati i motivi del gesto?

Prima di appiccare il fuoco, avrebbe urlato: “voglio farla finita, vanno fermate le morti nel mar mediterraneo” . Sarebbe stato quindi questo a far compiere il folle gesto all’autista dell’autobus di origini senegalesi.

Etiopia: precipita aereo, 157 morti – 8 italiani – tra le vittime anche l’assessore ai beni culturali della Regione Sicilia Sebastiano Tusa

Etiopia: c’erano 8 italiani sul Boeing 737 precipitato in Kenya.

Il volo della Ethiopian Airlines era partito da qualche minuto da Addis Abeba, capitale dell’Etiopia ed era diretto a Nairobi, l’incidente è avvenuto alle 8:44 circa (ora locale) subito poco dopo il decollo.

L’aereo è sparito dai radar, circa 6 minuti dopo dal decollo, il pilota dell’aereo aveva chiesto di tornare indietro subito dopo la partenza dalla capitale etiope. 

Non c’è stato niente da fare per i 149 passeggeri e gli 8 membri dell’equipaggio che si trovavano a bordo del velivolo.

Tra le vittime 8 italiani, fra cui anche Sebastiano Tusa, assessore ai beni culturali della regione siciliana, famoso archeologo, era diretto in Kenya per un progetto dell’Unesco.

Tra le vittime anche una coppia di Arezzo, ancora non sono presenti i dettagli.

Sull’aereo erano presenti anche 18 canadesi, 8 passeggeri provenienti dalla Cina e dagli Stati Uniti, presenti anche 7 passeggeri provenienti dalla Francia e 7 dalla Gran Bretagna.

C’erano anche 5 olandesi, 4 passeggeri provenienti dall’India e Slovacchia.

In tutto i passeggeri presenti sul Boeing diretto a Nairobi erano 147 e 8 membri facevamo parte dell’equipaggio.

Al momento del fatale incidente l’aereo si trovava nell’aria di Bishoftu.

Soltanto solo dopo 6 minuti dopo il decollo, erano le 8:38 locali, nel momento in cui l’aereo ha preso il volo, è precipitato, l’orario in cui sembrerebbe essere precipitato era le 8:44.

L’aereo è un aereo di nuova generazione, un Boeing 737 – 8MAX aereo di nuova generazione, arrivato nella compagnia aerea a metà novembre, circa quindi 4 mesi di vita.

Il CEO della compagnia aerea si è subito recato dove è avvenuto l’incidente, come si può anche leggere nella pagina Twitter della compagnia aerea.

Il volo era l’ET302, la causa dell’incidente però ancora non è chiara, si aspettano delle conferme.