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Articolo 13: cos'è e cosa cambierà con la nuova legge sul copyright

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A Strasburgo sono stati 348 i sì e 274 i no, mentre 36 sono stati gli astenuti, quindi l'articolo 13 è ormai certo, ma cosa cambia? e come cambierà il mondo del web? abbiamo pensato di preparare un piccolo articolo, semplice e facilmente comprensibile, per farvi capire al meglio cosa cambierà nel mondo di internet con l'articolo 13 e come si evolveranno i social network.

Le parole di Mariya Gabriel:

Mariya Gabriel, commissaria UE al digitale afferma che la nuova direttiva sia molto vantaggiosa nei confronti di tutti coloro che producono notizie e creano contenuti per il web, come giornalisti, autori, interpreti.

Contrari alla Riforma, in Italia la Lega e Movimento 5 Stelle.

Questa nuova legge è stata ritenuta necessaria proprio per aggiornare la vecchia legge sul copyright del 2000, anno in cui ancora internet era per pochi e non tutti ne conoscevano l'esistenza, era ancora scarso l'e-commerce online, il giornale si acquistava in edicola e non esistevano i social network.

Molti utenti di internet, infatti possono ormai, accedere a contenuti digitali, senza pagare, infatti, sul web si trovano molti articoli gratuiti, testate giornalistiche da consultare liberamente, foto e musica.

Si oppongono i giganti del web:

Molte sono state le proteste in questi ultimi giorni, ultima Wikipedia, che ha oscurato il suo sito, per qualche ora.

Wikipedia rimane comunque esclusa dalla Riforma, così come rimangono esclusi tutti quei siti open - source.

Ma cosa prevede esattamente l'articolo 13?

In breve l'articolo 13 prevede una verifica da parte delle piattaforme digitali, che sia quindi Youtube o qualsiasi altro sito, prima della pubblicazione di qualsiasi contenuto.

questo ovviamente è impossibile, anche perchè, prendendo l'esempio di Youtube, sarebbe impossibile controllare ore e ore di video, prima che possa essere inserito sulla piattaforma, come noi normalmente vediamo.

Ecco perchè, proprio per questo molti siti rischiano la censura da parte dei giganti del web.

Questo si tratterebbe infatti di una responsabilizzazione delle piattaforme che diffondono contenuti.

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